“ LA GENEROSA RIVOLUZIONE ” – Mauro Pallotta (Maupal)  By

“ LA GENEROSA RIVOLUZIONE ” – Mauro Pallotta (Maupal)

I Maori lo chiamano “Hau”ed è lo spirito della cosa donata; per l’antropologo francese Marcel Mauss il dono diventa un” fatto sociale totale” che crea, rafforza e conserva i legami sociali e comunitari all’interno di una specifica cultura.
Il percorso artistico di Mauro Pallotta segue similmente l’insieme di questi concetti partendo dall’ispirazione personale, che con la realizzazione dell’opera ha il compito di arrivare al cuore e al cervello della gente.
Egli stesso parla di scommessa della cultura quando rivela il significato della sua missione urbana: offrire al popolo la possibilità di sperimentare l’arte, di avvicinarsi ad essa creando nelle persone un bisogno di cultura fruibile in maniera gratuita.
Ecco allora riproposto il rito del dono in chiave contemporanea rivisto e corretto secondo un protocollo di nuova generazione dove l’arte urbana assume il compito di educare, far conoscere e riflettere.
Alla sua città Roma , ma anche ad altre metropoli come Londra o Bruxelles, per citarne solo alcune, viene affidato un messaggio universale, una storia da raccontare, un volto da guardare, un argomento sui cui riflettere.
Ai cittadini Maupal regala un generoso spunto rivoluzionario, non necessariamente sovversivo, che li rende partecipi dei fatti del nostro tempo.
I testimoni delle sue opere sono non a caso personaggi pubblici, icone religiose e istituzionali come Papa Francesco e la regina Elisabetta, rispettivamente proposti nella veste di “SuperPope” e Yoga Queen”, ma anche attori come Alberto Sordi e Aldo Fabrizi, simboli di una romanità
vissuta in maniera viscerale dall’artista, che legatissimo alla sua città, li ha disegnati sui muri del suo quartiere, Borgo Pio, cuore della Roma più vicina al vaticano per collocazione geografica.
Oltre agli sguardi e ai volti, ritratti attraverso la personale tecnica dello spray su lana d’acciaio, che Maupal utilizza per legare la pittura alla scultura, i muri, le vetrine, le serrande e i semplici segnali stradali sono tele sui cui disegnare animali e oggetti simbolo del nostro tempo, il tutto con il fine di uscire allo scoperto e denunciare in maniera pacifica un senso di precarietà frutto della crisi economica che ci affligge.
Ecco allora che la vetrina di una banca abbandonata di Bruxelles, città simbolo dell’unione europea, per ironia della sorte accoglie l’immagine di un salvadanaio mangiucchiato i cui contorni sono l’Europa stessa composta da paesi diversi, a cui destinare un unico messaggio di deflagrazione.
Ancora una volta l’artista crea la sua opera a cui rinuncia da subito affinché possa essere sacrificata per il bene della collettività e delle coscienze.
Un atto d’amore incondizionato che avvicina Maupal alla gente e al suo pubblico.