“L’INCANTEVOLE ASSENZA” – Marco Demis  By

“L’INCANTEVOLE ASSENZA” – Marco Demis

Di che tempo parliamo se il verbo essere è indeclinabile? La grammatica del testo è misteriosa, lo scritto appena accennato, la punteggiatura è ridotta all’ essenziale, qualche punto e virgola, brevi pause e una conclusione sospesa…
Le immagini parlano senza dire, sono messaggi in bottiglia affidati alle onde e alla corrente, parole appartenenti ad un’intimità misteriosa.
Nelle tele di Marco Demis il dialogo tra figure e spettatore è impercettibile, è l’eco di una filastrocca, un magico ritornello, un coro di anime nascoste, un richiamo velato da composta indifferenza.
Come nell’ovattata atmosfera di un sogno ogni sua opera assume l’aspetto di un fotogramma; come in un album di fotografie ogni suo “scatto” è il ricordo di un attimo che muove il presente e che spinge a cercare un proseguimento alle sue creazioni compito questo che egli affida al fruitore, all’amante affascinato da così tanta distanza tra il suo pensiero e gli sguardi perduti delle donne dipinte.
I virtuosi fondali riscoprono un gusto ricercato per la decorazione un po’ retrò che ricorda una carta da parati dei primi del novecento, ad essi l’artista accosta ritagli di donne in linea con le forme e l’atmosfera , combinando semplicità ed eleganza.
Un’intuizione artistica pregna di delicata immobilità in cui l’oggetto occasionale segna un confine simbolico tra realtà e proiezioni oniriche.
Uno studio affascinante che attraverso la profondità degli occhi dà accesso ai segreti della nostra coscienza e spalanca una porta su una realtà sconosciuta.