“IL RISVEGLIO DEI GRANDI ANTICHI” – Alexander Kumpan  By

“IL RISVEGLIO DEI GRANDI ANTICHI” – Alexander Kumpan

“Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col passare di strane ere anche la morte muore”(H.P.Lovecraft)

In attesa di quella che lo scrittore americano H.P. Lovecraft immaginò essere una particolare congiunzione astrale, una stirpe di antichi dei riposa prima che l’orrore cosmico invada la terra e abominevoli creature aliene facciano ritorno.
Nel mito di Chtulhu il divino è in parte umano e in parte bestia, la materializzazione della paura e l’assenza di separazione tra reale e irreale.
“La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto” sempre per citare lo scrittore americano che nelle opere digitali di Alexander Kumpan sembra trovare nuovamente un infallibile interprete.
Dopo che il cinema ha creato i suoi mostri, primo fra tutti Alien di Ridley Scott, l’arte contemporanea nella sua espressione più tecnologica, elabora una mitologia dimenticata grazie alla fantasia criptica di questo artista russo innamorato delle proprie creature.
Nell’orrore delle forme si nasconde la decadenza di un mito, il gioco e l’attesa.
Angeli caduti, corpi come crisalidi trasparenti e filamentose, sguardi spaventosi e occhi spalancati; anime in attesa del prossimo viaggio.
Come figure dilaniate dal tempo e raminghe nel caos che nel loro essere così diverse raccolgono le visioni dell’orrore cosmico che ci pervade.
Sono i mostri che fuggiamo, i demoni che attiriamo e la paura che conosciamo, un inizio che no ha fine, un eterno giro di giostra.