“Nostalgici ritrovamenti” – Catrin Welz-Stein  By

“Nostalgici ritrovamenti” – Catrin Welz-Stein

“Quando ti viene nostalgia non è mancanza. E’ presenza di persone, di luoghi, emozioni che tornano a trovarti.” (Erri de Luca)

Nel panorama dell’arte digitale le opere di Catrin Welz-Stein sono come le pagine di un diario; hanno il colore del tempo passato, parlano attraverso l’utilizzo di immagini composte, in cui le tecniche del collage e del ritaglio, accentuano un gusto vintage che l’artista accosta in modo elegante e fantasioso a visioni surreali, oltre il tempo.
La natura è la protagonista in ogni luogo, e i luoghi, come le fanciulle, gli animali ,i fiori e le piante sono essi stessi un’emozione nostalgica in cui cullare il nostro ego.
Il soffione con il suo lieve e inesorabile disperdersi nell’aria ha un gambo a cui aggrapparsi e volare, raggiungere il cielo e poi svanire.
E’ un fiore con cui giocare e sognare; un simbolo di fragilità, l’inizio e la fine di un viaggio.
I rami degli alberi sono capelli, baffi per gentiluomini; le foglie e i fiori decorano abiti e corpi, fuori e dentro.
Un’abile fusione di ingredienti ricchi di antichi sapori, un contenitore dove la musica del cuore e i profumi della natura amplificano passione e timidezza.
Sui volti c’è una serena nostalgia che li rende sognanti e mai tristi, perché il ricordo non è sempre mancanza.
E poi il mare, in tempesta o calmo come le acque di un lago e dopo il cielo, un altro luogo dove ritrovare emozioni.
Ma la natura non appare solo nella sua veste bucolica e l’artista lo dimostra creando immagini in cui le macchine e le industrie sono per essa un pericolo, un’inevitabile contaminazione.
Una dicotomia forte che è anche un motivo in più per sentirsi nostalgici.