Il Museo a Cielo Aperto di Castel Gandolfo  By

Il Museo a Cielo Aperto di Castel Gandolfo

“Penso che si debbano controllare i materiali in modo misurato, ma è importante lasciare che essi abbiano una sorta di vita propria; come la naturale forza di gravità, se dipingi un muro la pittura gocciola; non c’è motivo di combatterla.” (Keith Haring)

Un muro lungo 25 giorni è il racconto di 5 artisti alle prese con 1200 metri quadrati di cemento.
Il terminal bus,una struttura concepita per accogliere i turisti in visita alla residenza estiva del Papa, che dopo anni di abbandono, è diventata un museo a cielo aperto, una galleria fatta di volti, paesaggi e iconografie dedicata alla città di Castel Gandolfo, ai suoi panorami e al tema dell’accoglienza.
Ogni opera ha i suoi simboli, e raccoglie tutta la passione di chi l’ha disegnata, e ogni artista, oltre alla firma, su quel muro ha lasciato un messaggio più o meno evidente che cammina accanto al visitatore lungo tutto il percorso.
La città sospesa di Alessandra Carloni scorre lungo una rampa di entrata al sito a bordo di un nave volante; il vento spinge il viaggiatore verso un approdo per poi tornare ad affacciarsi sognante sulle sponde di un lago; i suoi personaggi si mescolano al paesaggio emergendo dalle nicchie della pensilina e nella nicchia centrale un uomo e una donna si incontrano sullo sfondo di un altro sogno.
Nella fantasia trovano posto la realtà e la speranza con l’omaggio di Morden Gore ai migranti, alla donna simbolo di fedeltà e compagna dell’uomo che fugge dalla guerra, ai bambini che guardano i loro padri e fratelli allontanarsi.
Gli esseri umani e la natura diventano emblemi interscambiabili di un destino sconosciuto.
Dalle altre nicchie della pensilina e lungo il sottopasso colpisce l’intimità dei paesaggi di Kristina Milakovic, il suo tratto prima “colato”, poi attentamente rifinito, che d’istinto confonde e poi rapisce.
La sua è una scelta cromatica che accarezza il nero e il grigio dei fondi riutilizzando gli stessi colori e aggiungendo sprazzi di luce e di azzurro.
E’ incredibile assistere ad un concerto così ricco di note e spunti poetici dove i ritratti di Tina Loiodice scaldano il cuore attraverso gli occhi della gioventù e dell’età adulta; i bambini e la donna, temi cari all’artista che conferma ancora una volta la sua passione per l’arte e la sua vivida capacità espressiva.
I suoi visi si mescolano all’aura di sogno che pervade tutta l’area fino al tunnel dove l’immagine di una fanciulla è cullata da un’onda di margherite e pois e celebrata da una citazione di Einstein scritta come la scriverebbe un bambino.
Sul piazzale del terminal e su una parete attigua l’artista Neve propone il corpo adagiato della Vergine e un suo volto illuminato da un Gesù nascosto; entrambe le opere evidenziano lo studio della luce e lo stile iperrealista di caravaggesca memoria.
Cinque artisti per un grande unico murales, un unico grande sogno lungo 25 giorni.
Un progetto di Arte e Città a Colori e Progetti Smarriti
da un’idea di Franco Galvano
Direzione artistica Alan Bianchi
Grazie al sostegno fattivo del Comune di Castel Gandolfo e al Castel Gandolfo Country Club