Giappone – mille anni di sogni – Gerardo Marazzi  By

Giappone – mille anni di sogni – Gerardo Marazzi

Com’è difficile capire nel fare un quadro qual è il momento esatto in cui l’imitazione della natura deve fermarsi. Un quadro non è un processo verbale. Quando si tratta di un paesaggio, io amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci dentro per andarci a spasso. (Pierre Auguste Renoir)

Un viaggio ha bisogno di passione, il viaggiatore deve avere un animo aperto, un cuore in ascolto e gli occhi spalancati; il paesaggio è tante cose insieme, è incanto e inganno; la storia di un paese è nei simboli che lo ricordano e lo rendono unico; la natura è la linfa che scorre, l’emozione che muove i colori e accende la memoria.
Il viaggio evocativo di Gerardo Marazzi è tutto questo; le sue opere sono racconti stratificati in cui l’immagine primaria, quella che per prima colpisce l’osservatore, contiene, tra il visibile e il non visibile, un significato diverso, un suo opposto, una sua prosecuzione, una sua stessa diversa interpretazione.
Il bambù, che in Cina è simbolo di lunga vita, e in India di amicizia e fratellanza, diventa nelle sue tele una dicotomia ricorrente e “ invasiva”, proprio come la pianta in sé; a guardarlo quel bambù ha i colori della natura ma anche quelli del ferro; i fusti, visti da un’altra prospettiva, compongono una barriera di metallo, come una serie di lance pronte per una battaglia.
Bisogna osservare senza fermarsi al primo messaggio, indagare, lasciarsi trasportare, guardare oltre.
Il sole rosso accompagna una danza di libellule al tramonto, è una palla di fuoco sopra una foresta pietrificata, la forza della rinascita, la luce nell’incertezza; la forza del mare è nella sua grande onda che è anche tempesta, un battito d’ali che scuote la tela, forse una farfalla; un volo di uccelli sul fiume che scorre mentre tutto può accadere; sono queste alcune delle storie dipinte sullo sfondo di un tempo sospeso tra i ricordi e l’immaginario collettivo attraverso cui l’artista dialoga con il suo pubblico; il suo vissuto interagisce da subito attraverso la forza del colore e la voce narrante delle pennellate.
I suoi lavori sono un richiamo costante alla memoria, un omaggio alla tradizione, ai simboli e alla profondità dei sentimenti.